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Facciamo Giustizia!

"Lettera Pubblica all'uomo Giorgio Napolitano
padre degli Italiani"
"Lettera inviata al Presidente della Repubblica
e p.c. al popolo italiano tramite il web"

Francesco Carbone, 'tutta la vicenda su Poste Italiane'

Poste Italiane o Cosche Italiane. Leggete la vicenda e decidete voi.

Facciamo Giustizia! Denuncia, esponi i problemi. Verranno pubblicati integralmente senza censura. Comunicazioni telefoniche orario diurno: dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19. Vi ricordiamo che l'Associazione Antimafia - Sardegna, non essendo ancora ufficializzata per problemi burocratici-politici, serve e necessita per trovare persone con le palle! Telefonarci indicando il proprio nome e indirizzo email valido. Questa presicisazione è per tutti coloro che vorranno aderire e far parte delle nuova e prima organizzazione Antimafia in Sardegna.



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Il messaggio è stato ricevuto.

Francesco Carbone


Sabato 6 ottobre 2010

Lettera Pubblica all' "uomo" Giorgio Napolitano "padre " degli Italiani.


Carissimo Giorgio Napolitano,
chi ti scrive e' un tuo "figlio" visto che per la carica che ricopri sei il padre di tutti noi Italiani.
E voglio scriverti questa lettera come un figlio la scriverebbe al proprio padre che non ha mai incontrato in vita sua.
Sicuramente non sai tutto ciò che questo tuo "figlio" ha passato nella sua vita e non e' importante che tu lo venga a sapere in quanto non avresti potuto far nulla a seguito della tua non presenza e comunque questo "figlio" e' andato avanti lo stesso affrontando la vita a testa alta.
Se ultimamente ti ho scritto tante volte, non e' per il motivo che mi manca un padre ma per il fatto che ricopri una carica istituzionale che ti obbliga a fare il "padre" di tutti noi.
Visto che fino a ora mi sono rivolto a tutti gli organi competenti dello Stato Italiano senza avere alcuna risposta o alcun intervento pur denunciando gravissimi reati penali contro lo Stato , quindi contro la nostra "famiglia", sono obbligato a interpellarti in quanto tu sei il nostro Capofamiglia.
Siccome mi e' venuto il dubbio se ciò che denuncio sono reati penali, voglio farti delle domande....

1) Se una ditta, paga in contanti gli straordinari e le ore lavorate in nero per un 30% delle ore lavorate in totale, sta effettuando evasione fiscale e sfruttamento di lavoro in nero?

2) Se una ditta invece di provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti attua il sistema di prelevare ingenti somme dalle buste paga con la scusante che il dipendente ha fatto qualcosa che non va al lavoro, sta effettuando estorsione nei confronti dei dipendenti?

3) Se per evadere le tasse , sfruttare i lavoratori in nero e effettuare estorsioni nei confronti dei dipendenti la ditta si avvale della compiacenza di organi istituzionali preposti a combattere e sanzionare tutto ciò, e' favoreggiamento o concorso esterno ai reati commessi?

4) Se tutto cio' lo si commette con l'aiuto di Dirigenti compiacenti di un'altra ditta più grande a partecipazione Statale, possiamo definirla un associazione?

5) Se il frutto delle estorsioni , serve per avere il mantenimento e il controllo di un appalto, con aggiunta di lavori non concernenti l'appalto e di altre forme di passaggio di denaro, ciò si può definire corruzione o tangente o spartizione dei profitti sull'appalto?

6) Se per mantenere in soggezione i dipendenti, si usano minacce tipo la perdita del posto di lavoro, o l'applicazione di sanzioni con estorsione di denaro e tutto in accordo con i dirigenti della ditta parastatale e il dirigente del sindacato, avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere tali reati e il tutto per mantenere il controllo di attività economiche e appalti, si puo' definire cio' come un associazione a delinquere di tipo mafioso?

7) Se vengono interpellate con denunce, le autorità competenti, fornendo tutte le prove di ciò che si denunciato e le autorità competenti fanno in modo di non intervenire, di stilare documenti falsi, far sparire documenti comprovanti i reati penali , oltre ad omettere i propri doveri, oltre ad abusare del proprio potere per falsificare atti, favoriscono di fatto la continuità dei reati commessi contro lo stato Italiano possiamo dire che stanno facendo favoreggiamento a un associazione a delinquere di tipo mafioso?

Caro "padre" visto che per tua mansione e incarico rappresenti la Nazione e sei garante della Costituzione e della legge penale hai l'obbligo di intervenire e impedire tutto cio' visto che tutti gli altri tuoi figli anche se pur preposti ad intervenire non sono intervenuti.
I danni sono tutti contro la nostra "famiglia" e tu come capofamiglia devi tenere alto l'onore della nostra famiglia e non obbligarmi ad andare in altre famiglie, tipo Strasburgo, per svergognarci ancora di più....

I panni sporchi si lavano in famiglia e tu hai il potere di rendere i panni puliti ma bisogna metterci almeno un po' di impegno.
Capisco che in Italia vige il detto e legge Massonica che "cane non mangia cane" però tu mi insegni che nessuna legge italiana prevede tale legge.
Visto che non so se ti sono state recapitate le mie precedenti lettere, ti prego di visitare la mia pagina Facebook

Francesco Carbone (il coraggio di denunciare) per renderti conto di tutto ciò che denuncio.

Francesco Carbone (il coraggio di denunciare)

A questo punto e senza offesa ti chiedo: caro "padre" almeno una volta nella tua vita vuoi fare il "padre" nei confronti di tuo "figlio"?
Vuoi agire nei confronti di questi delinquenti che rovinano la nostra "famiglia" dimostrando l'uomo e il padre che sei o vuoi continuare a non rispondermi e non intervenire come se anche tu fossi un "cane" che non mangia altro cane?
Ti prego di togliermi almeno questo dubbio , non voglio il tuo affetto ma almeno sapere chi e' mio "Padre".
Con il rispetto che si da a un padre , tuo "figlio"

Francesco Carbone

Via Giovanni Falcone 12
Villafrati (PA) 90030
3470752136
francescocarbone996@alice.it

 

Mercoledì 2 ottobre 2010

Lettera Pubblica all' "uomo" Giorgio Napolitano "padre " degli Italiani


Carissimo Presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano,
Le scrivo per porla all'attenzione della mia vicenda che più volte le ho posto all'attenzione senza mai ricevere alcuna risposta da parte sua.

Premesso che:
- se questa mia lettera se non arriverà a destinazione provvederò a denunciare gli addetti alla corrispondenza in base agli art 616 e 623 c.p.
- le ho già scritto in precedenza varie e mail senza mai ricevere alcuna risposta
- ho consegnato al quirinale una lettera giorno 15 febbraio 2010.
A proposito di quest'ultima lettera che mi hanno fatto consegnare gli addetti del Quirinale , volevo informarla del come sono stato costretto a consegnarla.

A seguito delle gravi irregolarità commesse dai Procuratori capo di Verona Papalia e Schinaia su una mia denuncia querela presentata dopo aver collaborato per 6 mesi con il luogo tenente Cardella e il Brigadiere Egidio De Felice della Guardia di Finanza di Verona, per reati di associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale, sfruttamento di lavoratori in nero,estorsioni , gravi carenze sulla sicurezza sul lavoro e igiene all'interno di Poste Italiane Verona e ditte Appaltanti (tutto rigorosamente insabbiato), mi ero presentato al Quirinale per parlare con qualcuno di competenza per fargli arrivare le mie lamentele e gli addetti all'entrata del Quirinale mi hanno detto che non potevo parlare con nessuno però potevo lasciarle una lettera alla sua attenzione.
A questo punto, visto che avevo fatto una bozza su un block notes chiedevo agli addetti di darmi dei fogli A4 per copiarla in bella copia, gli addetti invece mi hanno strappato i 14 fogli dal block notes e li hanno messi dentro una busta facendomi scrivere all'esterno, al Presidente della Repubblica.
A questo punto ho chiesto il numero di protocollo e mi e' stato dato (prot n° Pre 00255190) e ho chiesto la copia con timbro e firma di tutti i fogli di block notes che mi hanno fatto consegnare, spillando all'esterno della busta i fogli e scrivendo sulla busta (lettera aperta).

Dopo vari battibecchi accesi tra me e loro, mi hanno timbrato e firmato per ricevuta le copie della lettera che mi hanno fatto consegnare.
Il giorno seguente presso la sede di Italia dei Valori, all'esterno dell'appartamento, dopo aver consegnato tale lettera e tutta la documentazione a una signorina per far vedere tale documentazione all'on Borghesi per valutare la possibilità di un interrogazione Parlamentare, mi si e' parato davanti una guardia Presidenziale uscendomi il tesserino, a questo punto pensando che mi stiano rubando tutta la documentazione e che la signorina non faceva parte di Idv ho cercato di bussare alla porta inveendo e alzando la voce per farmi sentire da qualcuno, a questo punto alle mie spalle si avvicina un carabiniere in borghese e ha intimato alla guardia presidenziale di darmi tutta la documentazione e così e' avvenuto.

Mi sono messo così tanta paura che mi sono recato al parlamento ho dovuto telefonare a mia moglie che prontamente ha preso l'aereo per roma e all'avvocato per farmi arrivare un avvocato in via del Parlamento 24 visto che dei poliziotti mi avevano detto che una pattuglia mi avrebbe prelevato per aver chiesto di poter parlare con un parlamentare qualsiasi per ciò che mi era successo pochi minuti prima.

Quel giorno mi e' stato isolato sia il cellulare che il telefono di casa dopo aver chiamato mia moglie e il mattino dopo, dopo aver passato la notte all'aeroporto di Roma,siamo partiti per Palermo io, mia moglie , mio suocero e una trentina di agenti in borghese tutti con il bagaglio a mano (pensavano che io non me ne accorgessi).
Vorrei sapere il perché sono stato trattato come un cretino dagli addetti del quirinale, e come un terrorista dallo Stato Italiano.
Sicuramente saprà come ottenere informazioni su di me e su tutto ciò che ho denunciato fino a ora senza alcun esito pur avendo presentato diverse denunce penali e istanze a tutti gli organi istituzionali.
La prego vivamente di farmi mettere in contatto con un magistrato per poter unificare tutte le mie denunce penali in un unica denuncia per associazione a delinquere di tipo mafioso in quanto non riesco a depositare tale denuncia da nessuna parte in quanto non viene accettata ne dalle forze dell'ordine ne dal procuratore della procura antimafia a cui mi sono rivolto.

Le faccio presente che ho interpellato tutte le istituzioni italiane competenti senza avere alcuna risposta in merito e le faccio presente che tutti i reati che denuncio sono reati contro lo stato Italiano.

Per qualsiasi sua iniziativa sono a sua completa disposizione.

3470752136.

Sicuro di una sua risposta in quanto questa lettera sarà pubblicata anche nel web le porgo distinti saluti .

Francesco Carbone

Via Giovanni Falcone 12
Villafrati (PA) 90030

Lettera con i 14 Fogli di Block notes 14 Fogli di Block notes

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Ultimo aggiornamento: venerdì, 23 maggio 2014
 
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