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Eolico, Cappellacci in Aula
"In Sardegna niente mafia"




11 Giugno 2010.
Confermata la richiesta di dimissioni: "Governatore subalterno ai poteri romani"


"La Sardegna è geneticamente aliena da qualsiasi tipo di ragionamento che possa avvicinarsi ad infiltrazioni mafiose. Garantisco il mio impegno massimo e non mi tirerò indietro davanti a niente e a nessuno". Lo ha detto il presidente Ugo Cappellacci, in sede di dichiarazioni di voto in replica all'ex presidente Renato Soru, al termine della discussione in aula sulla mozione del centrosinistra sulle energie rinnovabili.
All'opposizione che ha ripetutamente attaccato il governatore chiedendo spiegazioni sull'inchiesta della Procura di Roma che lo ha coinvolto, la maggioranza ha risposto compatta. Respingendo l'ordine del giorno finale con cui la minoranza chiedeva - tra le altre cose - le dimissioni o la sostituzione cautelativa del direttore generale dell'Arpas Ignazio Farris (la cui nomina pare sia stata suggerita da Flavio Carboni) - e l'avvio di una interlocuzione istituzionale con la commissione parlamentare Antimafia presieduta dal senatore del Pdl Beppe Pisanu che da tempo ha lanciato un allarme sulle presunte infiltrazioni mafiose che pervadono il business dell'eolico in Sardegna.
Un voto politico - è stato spiegato soprattutto dall'UDC che qualche settimana fa aveva presentato un'interpellanza per sfiduciare Farris (l'unico a votare per le dimissioni del dg Arpas è stato il consigliere dell'Mpa Franco Cuccureddu) - che ha fatto capire come - dopo le fibrillazioni di mercoledì mattina - il centrodestra abbia trovato un accordo.
Un'unità sottolineata nel suo intervento dall'ex capogruppo dei centristi Roberto Capelli - una delle voci finora più critiche nella coalizione - che ha evidenziato la "consapevolezza dell'inizio di un nuovo percorso". Tradotto: gli alleati sembrano avere ottenuto dal presidente un cambio di rotta e probabilmente a breve ci sarà il rimpasto in Giunta e il ritiro formale dell'incompatibilità tra le cariche di consigliere e assessore.

LA GIORNATA
Cappellacci e Berlusconiera iniziata con un duro intervento di Renato Soru che ha lamentato di essere stato ingiuriato nella seduta del primo giugno da alcuni esponenti della Giunta.
In particolare dagli assessori La Spisa e Corona E' stato poi il capogruppo del Pd Mario Bruno ad esporre la mozione del centrosinistra. "La subalternità totale a poteri forti romani emersa dai suoi comportamenti dovrebbe spingerla alle dimissioni", ha detto Bruno a Cappellacci in riferimento alla nomina di Farris "dettata - ha aggiunto - dal dirigente del Pdl Denis Verdini".
Bruno ha anche contestato la scelta di prorogare la nomina del commissario dell'Autorità d'Ambito Franco Piga accusato di non aver indetto le elezioni dell'Ato ma viceversa di aver approvato le tariffe idriche di tutta la Sardegna.
Duro anche l'ex governatore Renato Soru che ha accusato Cappellacci di aver tenuto un atteggiamento "omertoso" evitando di parlare del pericolo di infiltrazioni mafiose nell'Isola. "Ha mentito al consigliere regionale e al Popolo Sardo dicendo di non aver avuto interferenze esterne sulla nomina di Farris.
Circostanza smentita dallo stesso Fabio Carboni".
Cappellacci, in sede di replica, si è detto sereno. "Sono state gettate su di me ombre che non mi appartengono e sono state fatte accuse che non merito. Resto orgoglioso che la maggioranza sta facendo".
Alla fine la maggioranza si è stretta attorno al presidente. Segno di un accordo che probabilmente porterà a un imminente rimpasto.




IL CENTRODESTRA SI RICOMPATTA MA CHIEDE LA TESTA DI FARRIS
I Segnali
Il segnale più esplicito nella maggioranza è arrivato dal centrista Roberto Capelli, ma anche altri consiglieri del centrodestra hanno spedito al presidente Cappellacci qualche messaggio in codice. "In quanto governatore di tutti i Sardi si deve spogliare del livello di appartenenza", ha detto il capogruppo del Psd'Az Giacomo Sanna, riferendosi alle presunte pressioni di Denis Verdini per la nomina del direttore Arpas Ignazio Farris. "Avendo avuto un'investitura di carattere popolare deve mantenere la massima autonomia e libertà d'azione".
Anche il consigliere del Pdl Nanni Campus, uno dei ribelli, pur definendo "insinuazioni" le accuse della minoranza ("non esiste niente"), ha criticato la gestione dell'Arpas fatta da Farris che "ha lasciato il nord Sardegna completamente scoperto".
Netta invece la posizione del capogruppo del Pdl Mario Diana e del suo vice Pietro Pittalis che hanno contrattaccato duramente il centrosinistra prendendo di mira sopratutto l'ex governatore con la Sorgenia di De Benedetti.

 


  1. IL NUOVO PIANO ENERGETICO
    Entro settembre, ha annunciato in Aula il presidente Cappellacci, sarà varata dalla Giunta la proposta del Piano per le energie rinnovabili.
     
  2. LA BOCCIATURA POLITICA
    Al termine della riunione del Consiglio è Stato bocciato l'ordine del giorno proposto dal centrosinistra in cui si chiedeva la rimozione di Ignazio Farris e l'avvio di un'interlocuzione con la commissione parlamentare Antimafia.
     
  3. LA DENUNCIA DI SORU
    L'ex governatore Renato Soru ha lamentato di essere stato ingiuriato nella scorsa riunione. "controllerò i verbali", ha assicurato Claudia Lombardi.

     


Fonte articolo:
www.ilsardegnablu.it
 
 


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Ultimo aggiornamento: venerdì, 23 maggio 2014